Siti per chi accompagna

Il tuo lavoro è già profondo.
Manca solo dove atterra.

Accompagno guide, terapeute, insegnanti e facilitatrici a mettere il proprio lavoro in un posto che le somiglia — e che continua a lavorare quando loro si fermano.

Ho fatto i siti di Armonia Selvaggia e di Charlotte Ocean. Aprili prima di scrivermi: se non ti somigliano, ti ho fatto risparmiare un messaggio.


Il punto di partenza

Quasi sempre comincia così

  • Hai rispiegato lo stesso percorso in privato per la trentesima volta, e ogni volta lo racconti un po' peggio.
  • Le iscrizioni ti arrivano via modulo, o a voce, e te le segni da qualche parte.
  • Qualcuno ti ha chiesto «dove posso leggere di te?» e non avevi un posto dove mandarlo.
  • Nel tuo elenco di link ci sono sette bottoni e nessuno dice davvero cosa fai.
  • Hai visto una che fa metà del tuo lavoro riempire un ritiro. Non era più brava di te: era più facile da trovare.
  • Il lavoro è cresciuto. Il posto in cui vive è rimasto quello di tre anni fa.

Nessuna di queste è una mancanza di talento. Sono tutte la stessa cosa detta in sei modi: il contenitore è diventato più piccolo del contenuto.


Quello che ti trattiene

Che ti serva un posto tuo lo sai già.
Sono altre sei cose a tenerti ferma.

Le ho sentite tutte, e le dico io per prime così non devi dirmele tu.

«Diventerà una pagina di vendita e non mi ci riconoscerò.»

Non scrivo pagine di vendita. Susan me l'ha messo per iscritto nel suo brief — «non è una pagina di vendita, è un invito» — e da lì non mi sono più spostato.

Niente conto alla rovescia, niente ultimi posti, niente urgenza inventata. Se qualcuno apre il tuo sito e sente di essere spinto, ho sbagliato io.

«Non so spiegare cosa faccio. Se non lo so dire io, come fai a scriverlo tu?»

È il motivo per cui la prima cosa che facciamo è un'intervista, non un preventivo. Con Susan ne è uscito un documento di cinque pagine pieno delle sue frasi esatte: quel documento è diventato il sito, quasi parola per parola.

Non ti chiedo di arrivare chiara. La chiarezza viene dal dirlo a voce a qualcuno che ascolta, non prima.

«Costerà come tre mesi del mio lavoro.»

I prezzi stanno qui sotto, in chiaro, senza «contattaci per un preventivo». Il più piccolo costa quanto sette dei tuoi incontri individuali, e serve una volta sola.

«Poi resto con una cosa che non so aggiornare, e invecchia.»

Le cose che cambiano spesso — le date, i prezzi, un ritiro nuovo — te le lascio modificabili senza toccare niente di tecnico. Il resto lo cambio io: per il primo mese è incluso, e dopo non ti chiedo un abbonamento per esistere.

«Il tecnico mi farà sentire stupida.»

Non uso parole che ti costringono a chiedere cosa vogliono dire. Se me ne scappa una, fermami: è un errore mio, non una tua lacuna.

«Mi dirà di alzare i prezzi e di mettere l'urgenza.»

No. So che il denaro, in questo mestiere, non è una leva da tirare: è una cosa aperta, e spesso non l'hai scritta tu.

Il prezzo lo decidi tu. Io lo scrivo in un posto dove si legge, così smetti di doverlo dire a voce ogni volta.


Come lavoro

Non aggiungo. Faccio spazio.

È la frase con cui Susan descrive il suo mestiere. Vale anche per il mio: quello che c'è già è tanto, va solo tolto il resto e messo in ordine.

  1. Ti ascolto

    Un'ora, senza modulo da compilare. Mi racconti come lavori, chi arriva da te, cosa ti stanca, cosa non vuoi diventare. Registro, e ne esce un documento fatto delle tue parole. Se poi non se ne fa niente, quel documento resta tuo comunque.

  2. Ti mando una bozza vera

    Non un disegnino, non un PDF: un link che apri sul telefono e usi. Se non ti somiglia, si butta senza drammi e senza fattura.

  3. Va online, al tuo ritmo

    Indirizzo e spazio configurati da me. Poi la cambiamo finché non è tua davvero — il primo mese di modifiche è incluso, e non conto le mail.


Cosa costruisco

La metà terrena

Il tuo lavoro sta nel corpo, nel silenzio, in un cerchio di persone. Questa è l'altra metà: quella che si occupa di far arrivare le persone lì, e di incassare senza che tu debba chiedere.

  • La pagina che ti racconta — chi sei, come lavori, da quale porta si entra. Scritta come parli tu, non come parla il web.
  • Una pagina per ogni percorso — con dentro il suo prezzo, cosa comprende e il suo bottone. Chi arriva sceglie da solo.
  • Iscrizioni e pagamenti — carta o PayPal, anche a rate. Le persone si iscrivono mentre tu sei in cerchio o su un aereo.
  • Le pagine dei ritiri — date, alloggio, cosa portare, acconto. Quelle domande smettono di arrivarti in privato.
  • Le lettere — chi ti legge resta, e ti ritrova quando apri qualcosa di nuovo. Senza comprare pubblicità ogni volta.
  • Un indirizzo tuo — nomecognome.it, intestato a te. Non una riga sul sito di qualcun altro.

Due clienti, otto pagine

Guardali prima di scrivermi

Queste sono le prime schermate, com'erano online l'ultima volta che le ho guardate. Sotto ognuna c'è il link: aprili sul telefono, che è da lì che arriva quasi tutta la gente. Se il modo in cui sono scritti non ti somiglia, meglio saperlo adesso.

La prima schermata del sito di Armonia Selvaggia: logo disegnato a mano, fondo color sabbia e il titolo «Non aggiungere. Fai spazio.»

Armonia Selvaggia

Susan · accompagnatrice · Milano

Arteterapia, danzaterapia, meditazione somatica, cerimonia del cacao. Niente sede fissa: gli spazi li affitta di volta in volta.

«Non aggiungere per ricostruirti, ma fare spazio per arrivare alla tua radice interiore.»

Nel suo brief aveva scritto: molta natura, colori mai accesi, e il testo deve respirare. Il sito è quello — e quella frase è diventata la regola con cui scrivo tutto il ramo.

Apri il sito →
La prima schermata del sito di Charlotte Ocean: una spiaggia vista dall'alto con un cerchio di persone sulla sabbia, e il titolo «Non ti stai perdendo. Stai uscendo da una forma che non è più la tua.»

Charlotte Ocean

Charlotte · counsellor e terapista ayurvedica

Sei anni di percorsi fra Italia, Portogallo e India. Sei percorsi da 44 a 1.800 euro e due ritiri in India, con iscrizioni e pagamenti dentro il sito, anche a rate.

«Preferisco accompagnarti alla porta giusta che proporti quella sbagliata.»

In cima alla pagina ci sono cinque frasi da toccare: chi arriva non sceglie un prodotto, sceglie la frase che gli somiglia. Nelle domande finali c'è scritto che cambiando lei cambieranno le sue relazioni, e non tutte reggeranno. Detto prima, non dopo.

Apri il sito →
Le pagine dentro

Una porta per percorso

Charlotte non deve più spiegare a voce la differenza fra un mini-training da undici giorni e un anno intero. Ogni percorso ha la sua pagina, con dentro il suo prezzo e il suo bottone: chi arriva apre la porta che gli somiglia, e si iscrive da solo.

Sono sei pagine, non sei siti: stessa casa, stesso indirizzo, stessa firma in cima. Cambia solo la stanza in cui entri.


Le cifre

In chiaro, così non devi chiedere

Sono prezzi di partenza. Salgono se chiedi di più, e te lo dico prima di iniziare — mai dopo, mai in fattura.

Una pagina sola

Per un percorso, un ritiro, una masterclass. Online in 48 ore da quando mi mandi i contenuti.

da 350 €

Il sito che ti racconta

Chi sei, come lavori, i tuoi percorsi, le lettere. Il posto dove mandare chi ti chiede di te.

da 700 €

Il sito che incassa

Tutto quello sopra, più iscrizioni, pagamenti a rate e pagine dei ritiri. Le persone entrano da sole.

da 1.200 €

Sempre dentro il prezzo

  • L'intervista, e il documento che ne esce
  • I testi scritti da me, con dentro le tue parole
  • Le foto sistemate: il sito pesa poco e si apre subito
  • L'indirizzo e lo spazio dove vive, configurati da me
  • Un mese di modifiche, senza contare le mail
  • I file intestati a te — se domani sparisco, il sito resta

Quello che non compri

  • La gestione dei tuoi social. Non è il mio mestiere e si vedrebbe.
  • I post e le didascalie. Quelli devono restare tuoi, o si sente.
  • Promesse sui numeri. Chi ti garantisce iscrizioni in questo mondo ti sta mentendo, e tu lo senti.
  • Un abbonamento mensile per tenere acceso il sito. Il sito è tuo: sta in piedi da solo.

Chi sono

Leonardo

Faccio siti per mestiere, da Lissone, e non vengo dal mondo spirituale. Credo che sia il motivo per cui questo lavoro funziona.

La parte sottile la fai già tu, e la fai meglio di chiunque potrei presentarti. Quello che manca quasi sempre è qualcuno che si prenda la parte pesante — i pagamenti, le date, i file, la velocità, l'indirizzo intestato bene — senza chiederti in cambio di diventare un'altra persona.

Lavoro da solo. Non c'è un reparto, non c'è un account manager, non ci sono tre riunioni per cambiare un colore. Rispondo io, di solito entro un'ora.

Pratico da anni e ho un debito con questo mondo. Un giorno mollo tutto e vado in Perù a imparare da chi lo fa da mille anni. Fino ad allora sto qui, e faccio la metà che so fare bene.